Anestesia dal dentista: tutto quello che c’è da sapere | Studio Dentistico Lorello

Anestesia dal dentista: tutto quello che c’è da sapere

Locale, cosciente o incosciente: ad ognuno la sua anestesia, per non temere il dolore e rendere la seduta dal dentista più rilassante.

Anestesia locale:

È la sedazione tradizionale che tutti conosciamo, la famosa puntura. Grazie all’anestetico in essa contenuta, toglie la sensibilità nella zona dove interverrà il dentista. Se ben eseguita non è dolorosa e permette all’odontoiatra un lavoro più preciso e al paziente una seduta terapeutica priva di stress.

L’anestesia locale viene usata per queste cure dentali:

  • conservativa per le carie (otturazioni),
  • devitalizzazioni,
  • estrazioni,
  • implantologia.

L’anestesia locale è, inoltre, indicata in tutti i casi di bassissima tolleranza del dolore da parte del paziente.

Accanto a questa tradizionale forma di anestesia oggi si utilizzano anche altri presidi terapeutici che rendono meno pericolosa e meno stressante qualsiasi cura odontoiatrica.

Come viene praticata l’anestesia dal dentista:

Per praticare una buona anestesia, l’odontoiatra inizia fin dalla prima visita con una corretta valutazione preparatoria dello stato fisico e psicologico del paziente.

Prima delle sedute, se sono impegnative, è utile la somministrazione di una analgesia preventiva (farmaci antinfiammatori non steroidei – FANS)

Per evitare o diminuire il gonfiore post intervento si possono poi usare farmaci antiedemigeni, come i cortisonici intraoperatori.

In molti casi, come estrazioni dei denti del giudizio o interventi estesi di implantologia, corretta è la somministrazione preventiva di antibiotici.

Sedazione cosciente e paura del dentista

Con la sedazione cosciente si ottengono ottimi risultati. Essa consiste nella somministrazione di una miscela di gas, composta da ossigeno e azoto, mediante un apposito respiratore.

Questo tipo di sedazione è indicata soprattutto nei bambini e nei soggetti ansiosi.

Il gas inalato tramite la mascherina tranquillizza il paziente lasciandolo cosciente.

La sedazione cosciente si può ottenere anche tramite titolazione endovenosa di diazepam; questa tipologia di sedazione cosciente ha, però, effetti collaterali più fastidiosi.

Non dimentichiamo poi la sedazione che segue la seduta di terapia dal dentista; in questo caso ottimo è il paracetamolo 1g (tachipirina) ogni 6 ore per 2 giorni.