Per una bocca che scoppia di salute | Studio Dentistico Lorello

Per una bocca che scoppia di salute

Il benessere del nostro corpo parte da una bocca pulita
Per una bocca che scoppia di salute
Le regole di Cecilia Gallimberti* per un cavo orale sano. Di lei si dice: “è una figura fondamentale per lo studio Lorello, è un ‘faro’ per i pazienti”.
 
Quante volte abbiamo ‘sbuffato’ prima di lavarci i denti, quante volte abbiamo trascurato l’igiene dei nostri denti e del cavo orale a fronte di una scarsa informazione o per indolenza. Quante volte abbiamo quasi pianto o tremato sulla poltrona del nostro dentista per farci curare una carie o una gengivite provocate spesso dalla scarsa pulizia della nostra bocca. Purtroppo, spesso ci dimentichiamo di mettere in pratica i consigli del nostro igienista e troppo spesso guardiamo con superficialità alle regole base di una corretta igiene orale, perché rispettare una disciplina è impegnativo.
Abbiamo coinvolto in una dettagliata analisi a proposito di regole di sana e corretta igiene orale, Cecilia Gallimberti, *igienista da due anni dello studio odontoiatrico del dottor Lorello. Quante cose si sanno, ma non si applicano abbastanza.
 
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I cardini di un’adeguata e quotidiana pulizia del cavo orale
“Innanzitutto, una corretta scelta degli strumenti: spazzolino, filo(archetti), scovolino, idropulsore. E poi i prodotti da utilizzare, come dentifricio, collutorio e gel. 
Secondo punto fondamentale: la costanza e la frequenza nelle manovre di igiene orale da mettere in pratica almeno due volte al giorno (se poi diventano tre o quattro, tutto di guadagnato!) 
Terzo fondamento: il tempo da dedicare alla pulizia. Almeno due minuti per lo spazzolamento e almeno una volta al giorno il passaggio del filo interdentale e/o scovolino.
Quarto cardine: i richiami di igiene professionale che devono essere fatti almeno due volte all’anno in caso di normalità, tre o quattro per pazienti parodontali”, chiarisce Gallimberti.
Di pubblicità dedicata a prodotti e strumenti ne passa per televisione e giornali! Occhio però, perché non tutte esprimono messaggi chiari. Spesso sono fuorvianti o ingannevoli. Per non dire terrorizzanti. “Ti sanguinano le gengive? Potresti avere la parodontite...”, recita uno slogan... Calma e sangue freddo. Prima di allarmarci, rivolgiamoci a un igienista per una diagnosi accurata. Per non parlare dei collutori o delle paste dentifricie che promettono denti sbiancati e splendenti. Quindi...
 
Come scegliere i prodotti più adeguati alla nostra igiene orale
 
Dentifricio
“Leggere sempre attentamente l’etichetta degli ingredienti, guardare che il PH sia neutro, che la pasta dentifricia non sia irritante per le mucose del cavo orale e che sia dichiarato l’indice di abrasività indicato con l’acronimo RDA (relative dentin abrasivity) sulla confezione che sarà nella misura 0-50 basso, da 60-100 medio, sopra i 100 ad alta abrasività. Un RDA >100 (tipico dei dentifrici sbiancanti) NON è consigliato, perché può determinare un’azione lesiva sul dente, indebolendone l’integrità, e in alcuni casi, quando la superfice dentale è minata dalla presenza di lesioni (quali recessioni, erosioni da alimenti acidi, carie) può favorire l’insorgenza di ipersensibilità. In giusta misura invece gli abrasivi (rda basso/medio) non minacciano la struttura del dente e promuovono la diminuzione del numero dei batteri e la loro capacità di adesione al dente ritardando così la formazione di placca. 
La scelta del dentifricio giusto va fatta con il proprio igienista per individuare la pasta ottimale e quindi risolvere nel tempo le diverse necessità del paziente tra cui ad esempio le frequenti gengiviti”, precisa la dottoressa Cecilia.
 
Collutorio
“Come per il dentifricio, bisogna guardare i componenti nell’etichetta del prodotto. Fare attenzione alla presenza di alcol e clorexidina; quest’ultima va utilizzata solo al bisogno e per periodi di tempo limitati (1/2 settimane, due volte al gg) altrimenti, un suo abuso, porta all’insorgenza di resistenze batteriche facendo perdere alla clorexidina il suo potere antibatterico”, prosegue Gallimberti. 
 
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Spazzolino manuale o elettrico? E l’idropulsore?
“Lo spazzolino elettrico è sicuramente più efficace. Molti studi lo hanno confermato e ho avuto modo di constatarlo anche io nella mia pratica professionale. In particolare, tra i vari tipi di spazzolino elettrico, si è visto che quello con tecnologia roto-oscillante è il migliore: rimuove la placca e riduce la gengivite più efficacemente dello spazzolino manuale. 
Ha inoltre alcune funzioni che aiutano il paziente durante lo spazzolamento come ad esempio un segnale luminoso che si accende se il paziente sta esercitando una forza eccessiva.
Lo spazzolino elettrico risulta utile in pazienti con manualità limitata, che fanno fatica ad eseguire le corrette tecniche di spazzolamento, in pazienti ortodontici, con impianti, in bambini (con supervisione del genitore).  
Importante, sia per lo spazzolino elettrico che per il manuale, controllare le setole: queste devono essere medio-morbide e NON dure per evitare di creare danni alle gengive (es recessioni: retrazioni della gengiva) o ai denti (abrasioni). 
Lo spazzolamento NON deve essere energico: non è la forza che determina la rimozione della placca, bensì la corretta tecnica di spazzolamento e il tempo dedicato allo stesso.
 
Per quanto riguarda l’idropulsore costituisce uno strumento ausiliario per l’igiene domiciliare. Non va assolutamente utilizzato al posto di spazzolino, filo o scovolino: infatti NON rimuove la placca come gli altri strumenti ma elimina grossolanamente i detriti di cibo rimasti tra dente e dente. Se usato in modo corretto contribuisce a ridurre il sanguinamento delle gengive: infatti massaggiandole con delicatezza stimola la circolazione del sangue. Importante è regolare l’intensità del getto d’acqua tenendolo basso al fine di evitar di creare danni quali piccole emorragie o recessioni.
Non deve essere utilizzato da chi soffre di gengiviti importanti o in presenza di tasche attive onde evitare di determinare lo spostamento dei batteri da un sito all’altro. 
Molto utile invece per chi ha protesi, ponti, apparecchi ortodontici e fatica a passare il filo interdentale”, chiarisce l’igienista.
 
Non solo denti sani, ma anche gengive sane
“Le gengive sono molto importanti, vanno curate e controllate. 
Le gengiviti sono principalmente indotte da placca batterica. Si tratta di un processo infiammatorio REVERSIBILE: una volta eliminato il fattore che l’ha causata si torna ad una condizione di salute della gengiva. Qui entra in gioco la nostra figura che svolge un ruolo molto importante non solo nel determinare la guarigione della condizione infiammatoria ma soprattutto nell’ impartire al paziente le corrette istruzioni di igiene quotidiana che, se eseguite con rigore, determineranno il mantenimento a lungo termine dello stato di salute della bocca. 
Durante la seduta di igiene scelgo gli strumenti e i prodotti più adatti per il paziente, mostro e faccio provare la corretta tecnica di spazzolamento e l’uso di filo/scovolino. Mi avvalgo anche di un rilevatore di placca (soprattutto nei bambini) che evidenzia al paziente le aree maggiormente sporche in cui deve insistere di più.
Certo è che se trascurata una gengivite può degenerare in parodontite: processo infiammatorio del parodonto IRREVERSIBILE caratterizzata dalla presenza di sanguinamento, perdita di attacco, tasche batteriche, perdita ossea, esposizione delle forche (nei denti pluriradicolati: molari e premolari), suppurazione, mobilità, fino alla perdita degli elementi dentari nei casi più gravi. 
Poiché è asintomatica invito i pazienti a sottoporsi a controlli periodici al fine di intercettarla e trattarla per tempo”.
Inoltre, è una patologia influenzata da vari fattori di rischio tra cui: una componente ereditaria, il diabete non compensato e il fumo. Quest’ultimo altera i meccanismi di guarigione (alterando la risposta immunitaria), produce vasocostrizione (una gengiva fibrotica non sanguina) e sembra essere responsabile di un maggior accumulo di specie batteriche tra le più patogene.
 
È per questo che i pazienti devono capire l’importanza del ruolo che loro stessi svolgono nell’ effettuare una corretta igiene orale quotidiana e del sottoporsi a controlli periodici al fine di tenere bassa la carica batterica mantenendo l’equilibrio tra difese dell’organismo e microrganismi patogeni. 
Questo è importante non solo per prevenire le infiammazioni legate alla bocca, ma per far star bene tutto l’organismo: sono infatti ormai note le correlazioni tra patologie del cavo orale e patologie sistemiche (cardiovascolari, diabete, complicanze in gravidanza). 
Per questo invito i pazienti a non trascurarsi, specie i pazienti parodontali che hanno bisogno di essere più seguiti.” conclude Gallimberti.
 
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I consigli di Cecilia
“Lavarsi i denti almeno due/tre volte al giorno per almeno due minuti, con uno spazzolino medio-morbido, senza premere con forza. Passare il filo interdentale/scovolino almeno una volta al giorno (preferibilmente la sera). Si può associare l’uso di un collutorio. 
Questo è il segreto per far star bene non solo la nostra bocca ma tutto il nostro corpo”. 
E ricordiamo, almeno due minuti per ogni lavaggio!