In Italia, sono in aumento le neoplasie del cavo orale. Per questo è importante parlare anche del tumore alla bocca, per imparare a prevenirlo.

C’è stato un importante convegno a Asti che ha presentato, oltre ai progressi medico- chirurgici, un report sull’andamento dell’incidenza del tumore del cavo orale. E non sono buone notizie. Non per dare soddisfazione al proverbio “bella notizia non fa notizia”, bensì per rispondere al valore etico-professionale fatto con il giuramento di Ippocrate, il dottor Lorello, reduce dal seminario, ha ritenuto doveroso parlare di questo ‘scomodo’ argomento. La prevenzione è la nostra migliore amica.

escursionista
Perché dottor Lorello, è un dovere informare su un argomento così impattante?

Perché i numeri presentati al convegno, mi hanno impressionato. Questa neoplasia è una delle 20 più frequenti al mondo (350 mila casi ogni anno, 2/3 dei quali sono pazienti maschi). Il suo rischio è uguale a 1 ogni 46 maschi in un campione di 100 italiani da 0 a 84 anni. Il tumore delle vie aeree superiori, che comprende anche la bocca, è al quinto posto dopo quello alla prostata, polmoni, colon retto e vescica, più frequenti in Italia del nord che centro o sud.
È una malattia che può essere accertata grazie all’occhio allenato del dentista. E la nostra categoria può dare un grande contributo nel riconoscere i ‘segnali’ di tale patologia, promuovendo campagne di prevenzione.
Ci dimentichiamo spesso che la bocca fin da bambini, è l’unico strumento di conoscenza; con la bocca si scopre ciò che ci circonda, si avverte il caldo il freddo, il duro e il molle…
I bimbi hanno paura più del dentista che di qualsiasi altro medico, perché gli mette le “mani in bocca”, ovvero va a invadere lo strumento che utilizza per conoscere il mondo.
Tutto questo per dire che “l’organo” bocca, è molto delicato e che merita attenzione.

È una neoplasia invasiva?

Dal seminario è emerso che l’indice di malignità è oggi, molto alto. La sopravvivenza nel suo complesso rimane piuttosto bassa (la sopravvivenza ai 5 anni si aggira attorno al 50%). Una quota importante dei carcinomi del cavo orale è preceduta da alterazioni visibili della mucosa orale denominata “disordini potenzialmente maligni”. Importante fattore di rischio includono leucoplachia, lichen planus, ritroprachia, lucus orale ed altre malattie meno frequenti, come la fibrosi sottomucosa. Da ciò comune e imprescindibile è uno scrupoloso controllo del paziente nel tempo che precede l’identificazione di queste lesioni ed eventuale insorgere del cancro allo stadio più precoce possibile.

Prognosi?

La prognosi dipende molto dalla tempestività nel riconoscerlo e nel curarlo. Esiste un tempo ‘paziente’ (da quando il paziente vede qualcosa di strano, a quando va dal dentista); un tempo ‘medico’ che è il tempo che intercorre da quando il medico fa fare le verifiche, all’emissione della diagnosi e infine un tempo ‘terapeutico’ che è il tempo in cui comincia la terapia.

Cause?

Fumo, alcol, alcuni tipi di lesioni della bocca e della mucosa orale che hanno una potenzialità pre-cancerosa. Il dentista può riconoscere queste lesioni e segnalarle. Ecco perché è importante fare il controllo annuale dal proprio dentista di fiducia. Non esistono solo le carie da monitorare, ma anche altre situazioni di pericolo.
Questo carcinoma è una malattia che richiede l’intervento del chirurgo maxillofacciale. Il dentista però fa da sentinella, è il primo che lo può riconoscere. È un tumore che richiede l’intervento di molti specialisti: dentista che lo scopre, otorino e chirurgo maxillofacciale che operano e lo curano, logopedista che riabilitano il paziente.
L’intervento chirurgico spesso lascia segni gravemente lesivi, costringendo il paziente a una serie di cambiamenti funzionali. Spesso si richiede anche l’intervento dello psicoterapeuta, del fisiatra che deve aiutare a rieducare al movimento della bocca per la nutrizione, del nutrizionista, perché tra le cause di questo male, c’è anche l’alimentazione.

Quindi, la prevenzione parte dalla poltrona del dentista?

Sì, entrare in un programma di controllo è il primo elemento di prevenzione.
Nella visita di routine odontoiatrica, vanno controllate e verificate eventuali lesioni. Si deve guardare il dorso della lingua, le sue parti laterali, perché qui si annidano le insidie con maggior frequenza.
Per questo tumore la prevenzione sta in una corretta alimentazione. La dieta mediterranea è perfetta per il benessere generale, perché contribuisce a fornire tutte le sostanze vitaminiche e nutrizionali di cui l’organismo ha bisogno. Evitare carne rossa, alcol, insaccati, fa soltanto che bene.
Faccio presente che le cellule tumorali albergano nel nostro corpo. Queste cellule bloccano le nostre ‘guardie’, ovvero i linfociti T, imputati di cercare proprio le cellule anomale per distruggerle. Quando avviene questo processo, la cellula tumorale riesce a neutralizzare i linfociti e quindi a svilupparsi, aggredendo sia sistema immunitario che linfociti. Entrambe questi nostre “controllori del corpo sano”, sono molto sensibili allo stile di vita della persona.
Causa di aggressione delle cellule malate ai nostri organi, è ad esempio lo stress oltre che una cattiva alimentazione e una scarsa attività fisica. In un corpo che non risponde a queste importanti buone regole di vita sana, le cellule killer trovano terreno fertile. Non da ultimo, una sana igiene orale (evitando i collutori con alcool). Diversamente, tenere in bocca un ph alto, è quanto di più bene possiamo fare ai batteri che provocano la carie. Riassumendo: nutrizione sana, stile di vita salutare, accurata igiene orale, sono la base per la prevenzione di questa, come di tutte le malattie neoplastiche.

Quali organi della bocca colpisce?

Colpisce non solo la bocca, ma tutto il cavo orale. Non c’è il cancro del dente.

Rilevatori?

Non avere paura facendo finta di non vedere, e lo stile di vita.