Come curare l'ascesso dentale | Studio Dentistico Lorello

Come curare l'ascesso dentale

Come curare l'ascesso dentale e perché viene su un dente

L’ascesso dentale, nel gergo tecnico del dentista definita come “parodontite periapicale acuta” o “pulpite” è una patologia infiammatoria del dente. La nomenclatura evidenzia che l’ascesso al dente si manifesta con un’infiammazione dei tessuti molli e duri che stanno attorno all’apice della radice del dente, inserita nell’osso mascellare, colpendo la polpa spesso come conseguenza della carie. La guida all’ascesso dentale del dottor Lorello di Padova chiarirà i sintomi e come il dentista può curare l’ascesso al dente.

Perché viene l'ascesso dentale?

L’ascesso dentale si verifica per la penetrazione di batteri nell’osso mascellare attraverso il canale radicolare. Il percorso classico e più comune che porta alla formazione dell’ascesso prevede la formazione di una carie che nel tempo progredisce fino a raggiungere la polpa del dente (comunemente denominata nervo); dalla polpa i batteri poi raggiungono l’apice del dente ed attraverso il forame apicale sconfinano nell’osso mascellare, dove ha luogo l’ascesso al dente.

dente con ascesso

Ascesso dentale: sintomi e dolore

L’ascesso si riconosce da sintomi ben classificati: dolore intenso al dente interessato di tipo pulsante, con scarsa attenuazione in seguito all’assunzione di anti-infiammatori e aumento a seguito di stimoli termici (caldo – freddo) o meccanici (masticazione) applicati sul dente.

Il dolore aumenta anche di notte o quando si è coricati e può essere riferito precisamente ad un dente ma più spesso il paziente non riesce da solo a capire quale sia il dente dolente a causa della sensazione di infiammazione diffusa. Al dolore si associa in alcuni casi la tumefazione ed eritema dei tessuti molli adiacenti all’apice del dente che soffre dell’infezione.

Ascesso dentale: dolore e fuoriuscita pus

La presenza di batteri nell’osso mascellare determina un riassorbimento dell’osso stesso associato alla fluidificazione di parti solide per degenerazione (colliquazione) e alla formazione di pus. Il pus, se l’infezione non viene trattata, si riversa nel cavo orale attraverso la formazione di una fistola, ovvero un canale epitelizzato che connette l’osso con l’esterno della gengiva ed alla vista appare come un “foruncolo”.

dolore ascesso dentale

Diagnosi dal dentista di un ascesso dentale

Quando ci si reca in uno studio dentistico a seguito del dolore, per eseguire una corretta diagnosi di ascesso dentale il dentista può avvalersi di esami clinici (verificando che quando il dente tocca gli altri denti in fase di chiusura e apertura genera dolore) ed esami radiografici. Gli esami radiografici non sono tuttavia sempre utili alla diagnosi di ascesso, un corretto esame clinico nella maggior parte dei casi è più attendibile dell’esame radiografico, perché spesso l’ascesso dentale non è chiaramente visibile quindi l’esame radiografico risulta utile in ultima battuta per confermare la diagnosi clinica e iniziare a curare il dente colpito da ascesso.

Come curare un ascesso dentale?

Ascesso al dente: come curarlo? Quali rimedi per il gonfiore? L'unica terapia efficace per un dente con ascesso è quella effettuata dal dentista e passa attraverso la rimozione della polpa dentaria infetta dal canale radicolare. Nella fase successiva bisogna riempire correttamente lo stesso canale radicolare con gli appositi materiali per evitare che venga colonizzato nuovamente dai batteri, mettendo in sicurezza il dente colpito da ascesso.

La procedura appena descritta passa sotto il nome di devitalizzazione, ovvero asportazione della parte viva del dente, la polpa. Se non trattato, l’ascesso evolve e passa da una fase di infiammazione acuta ad una fase di infiammazione cronica, denominata granuloma più grave e difficile da curare.

radiografia ascesso dentale

Ascesso dentale: quanto dura e può essere senza dolore?

Nella fase iniziale di un ascesso dentale che può durare svariate settimane se non alcuni mesi, purtroppo la perdita di osso periapicale progredisce lentamente e senza farsi sentire generando immediatamente dolore, ovvero il paziente non avverte alcuna sintomatologia.

Se non intercettata per tempo, la perdita ossea può essere tale da richiedere l’estrazione del dente interessato per eradicare completamente l’infezione. Per limitare al massimo il rischio di ascesso dentale il dottor Lorello dello studio dentistico Lorello di Padova consiglia di sottoporsi periodicamente a controlli dal proprio dentista, in modo è da poter intercettare anche le infezioni “silenziose” e curare l'ascesso dentale per tempo.

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