Viaggio semiserio tra i termini ‘difficili’ e poco conosciuti della scienza odontoiatrica e tra quelli di uso comune, ma che assumono un significato particolare in ambito dentistico.

Endodonzia

È la cura della polpa dentale che si trova all’interno delle radici. Ogni dente può avere da una a tre radici che internamente sono costituite di una polpa. Quando una carie è molto profonda e raggiunge la suddetta polpa dentale, intacca la radice e il suo contenuto. Ecco che si deve intervenire devitalizzando il dente.

Un paziente veneto col mal di denti, va dal suo dentista che gli diagnostica un intervento di endodonzia… Dirà alla fine: “el me dentista me gà cavà el nervo”.

Iperdonzia

O ‘dens indente’. Si tratta della presenza di denti soprannumerali delle arcate dentali. Di solito a livello degli incisivi superiori. Causa inestetismi.

Nello studio dentistico veneto, il paziente dirà “a gò pi denti de on squalo”.

Implantologia

Sostituzione dei denti mancanti singoli o in toto, con l’inserzione nell’osso dei mascellari, di viti in titanio. È un ottimo rimedio soprattutto quando sostituisce dei denti mancanti. Attenzione a non abusare dell’implantologia e lasciare che si tolgano denti che potrebbero rimanere in bocca ancora per anni, per sostituirli con un impianto. Queste terapie sono delle vere e proprie mutilazioni.

In Veneto si dirà: “i me gà piantà on dente novo”.

Fluoroprofilassi

È una metodica per la quale l’utilizzo del fluoro aumenta la resistenza dei denti nei confronti di carie e sensibilità dentale al caldo e al freddo. Può essere attuata anche già in tenera età con degli effetti collaterali.

Bruxismo

È quella patologia che interessa il complesso denti-articolazioni temporo-mandibolari (muscoli della masticazione). Nei casi in cui non vi è armonia fisiologica nell’attività di queste tre componenti, si possono avere dei movimenti dentali anomali soprattutto durante il sonno, con consumo dello smalto dentale.

In Veneto chi soffre di bruxismo dirà: “de note strenzo i denti e non fasso dormire me mojere”.

Diastema dentale

È lo spazio interdentale presente a volte tra i due incisivi centrali superiori. Caratterizza molto il volto e l’espressione delle persone e spesso chiudere questo diastema, porta a risultati estetici disastrosi. L’unica terapia utile è quella ortodontica con la chiusura dello spazio che si ottiene mediante lo spostamento dei denti.

In Veneto si dice di chi abbia il diastema dentale, “el gà el dente ciaro”.

Ortodonzia

È la cura a carattere prevalentemente, se non esclusivamente, estetico per ottenere un corretto allineamento dei denti e correggere gli affollamenti eventualmente presenti. L’ortodonzia si definisce intercettiva, quando si inizia la terapia precocemente. Può ottenere buoni risultati non solo con lo spostamento dei denti, ma anche intercettando la crescita delle ossa mascellari, rendendo il profilo della persona più armonioso.

In Veneto: “el se gà fatto metare l’aparecchio par indrissarse i denti”.

Parodontologia

È lo studio e la terapia dei tessuti di sostegno dei denti alle ossa mascellari. Il parodonto è costituito dalle ossa alveolari e dal legamento parodontale. Varie concause possono provocare una sua malattia. Il danno al parodonto è dato dai batteri. Spesso si accompagna a malattie come il diabete, l’ipertensione, cardiopatie, il fumo e soprattutto la scarsa igiene orale. Se non curata, la parodontite porta a una progressiva perdita dei denti.
È una malattia che con pazienza e applicazione si può curare.

In Veneto: a gò i denti che baea (balla)… gò ea piorea. Me toca cavarme tuti i denti!”

Granuloma

Reazione infiammatoria all’apice del dente che coinvolge l’osso circostante. È dovuta alla presenza di batteri all’interno della polpa dentale e la sua cura è l’endodonzia (vedi sopra).

In Veneto: “a gò un dente che spurga”.

Gnatologia

Studio del corretto rapporto tra le arcate dentali, del regolare funzionamento dei muscoli della masticazione e dell’anatomia temporo-mandibolare.

Corona

Non è quella di Queen Elizabeth, ma trattasi di una capsula (in ceramica o in lega metallica ormai non più utilizzata) che copre tutto il dente quando è particolarmente fragile per pregresse carie profonde.

In Veneto “i me gà messo na capsuea in porseana”.

Ponte

Non parliamo del Danyang-Kunshan Grand Bridge cinese, ma della protesi fissa che, utilizzando due denti come pilastro ai suoi estremi, sostituisce un dente mancante. Terapia sempre meno frequente con l’uso degli impianti, ma a volte ancora di prima scelta in casi particolari.

In Veneto “I me ga meso su on ponte tre ani fa, ma desso scorla tuto”.

Faccetta in ceramica

Non si tratta di una mascherina preziosa di epoca egizia, bensì di una copertura a carattere estetico dei denti frontali. Rispetto alla corona, non circonda completamente il dente, ma si fa aderire solo alla superficie esterna del dente, ovviando a inestetismi di forma e colore. Comporta un minimo sacrificio di sostanza dentale sempre se confrontata con le capsule.

In Veneto “Gheto visto che boca? Me so fato metare ea mascarina sui denti davanti”.